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6 gennaio 2011
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6 gennaio 2011

FONDOVICO e PIAGGIO

Quartieri più antichi della città creati con il popolamento del versante sinistro del burrone gravina e dominati dalla basilica cattedrale, ancora oggi presentano una varietà di scorci suggestivi. Archi e case si susseguono addossate fra loro quasi a volersi proteggere reciprocamente; Ampie scalinate, piazzette familiari, vie scoscese e anguste racchiudono una storia lunga e dolorosa che ha visto nei secoli protagonisti silenziosi, contadini, zappatori, braccianti: gli umili della storia umana.
Eppure questi semplici hanno lasciato in FONDOVICO villaggio o quartiere di fondo secondo una accezione latina) di un segno di straordinario fascino: la festa dei “Ballune”.
L’otto maggio, in occasione della festa di San Michele delle Grotte, la via Calata San Michele, viene addobbata con i cosiddetti ballune (parola di significato oscuro). Una coperta o un copriletto di seta o velluto o in stoffa damascata con frange e ricami arricciato a forma di farfalla, al cui centro è collocato un fiocco, viene steso da un balcone a quello dirimpettaio. A questo paramento vengono appesi fazzoletti, sciarpe di seta, ornamenti femminili per vario uso e biancheria intima femminile. Un altro tipo di ballone consiste in un drappo colorato legato ai quattro angoli in quattro cocche e tirato da quattro corde da un balcone all’altro di fronte in modo da formare un baldacchino. Si fa a gara per creare il ballone più ricco di colori e più pregiato. Le famiglie, che abitano a piano terra spalancano, sempre secondo un’antica e popolana tradizione, le porte di casa, invitando i passanti ad ammirare l’arredamento della camera matrimoniale. Sul letto sono esposti in bella vista i capi di corredo delle fanciulle in età da marito per attirare i giovanotti, possibili partiti da matrimonio*.
*Ricercatori e studiosi delle tradizioni locali, facendo riferimento a un documento del 1151, di cui purtroppo non vi è traccia, sostengono che Gravina avrebbe assorbito i principali caratteri della legislazione romana, franca e longobarda circa le consuetudini dotali. Il corredo della sposa doveva essere ricco ed esposto a parenti e amici per avere l’approvazione dei genitori del pretendente. Se non era soddisfacente il matrimonio non si celebrava.

PIAGGIO

Sorto contemporaneamente al rione Fondovico tra VIII e IX secolo in un anfratto ai piedi del lato destro della cattedrale, molto probabilmente, deriva il suo nome dal termine latino “pagus” (villaggio, borgo). Così come Fondovico nel XV secolo cominciò a diventare socialmente e culturalmente marginale in concomitanza dello sviluppo della città sul spiano soprastante dove si sviluppò il “borgo”, quartiere raffinato. Centro religioso del rione è, ancora oggi, la chiesa di Santa Lucia edificata in un’ area nei pressi della cinta muraria cinquecentesca dove sorgeva un’altra chiesa di cui si possono vedere il perimetro e alcuni resti. La chiesetta è sovrastata alle spalle da tre nicchie scavate nel tufo che ricordano tre absidi della chiesa rupestre chiamata Santa Maria della Neve. Il rione, pur in quasi completo abbandono il 13 dicembre di ogni anno si anima in occasione della festa in onore di Santa Lucia. Nel quartiere abitazioni in tufo si alternano a suggestive grotte.

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