Gravina Connect

5° incontro giovedì 14 settembre 2017 Sede del LAB2020 in piazza Plebiscito ore 11:00
21 settembre 2017
"Realizzare un modello di sviluppo in grado di valorizzare le risorse ambientali e storico-culturali e creare opportunità economiche attraverso funzioni e attrattori, assegnando ai valori sociali e paesaggistici una rilevanza economica, per declinare il futuro del centro storico nel quale vorremmo vivere, in grado di incidere profondamente anche sulla qualità degli stili di vita della città nel suo insieme".

Il centro storico è parte di un sistema più complesso, il “paesaggio” rappresentato dalla gravina. La riflessione di medio-lungo periodo sull'ambito d'intervento deve, quindi, necessariamente considerare non solo lo  "spazio urbano", ma anche l'ambiente, in un'ottica eco-sistemica finalizzata a ritrovare e garantire l’armonia tra l’insediamento urbano, l'ambiente e la comunità d'origine, a  contribuire ad un rinnovamento radicale, ad innestare relazioni virtuose attraverso  la realizzazione di un  percorso complesso e  collettivo, un patto sociale nel quale ridefinire i ruoli di tutti gli attori.

La filosofia guida  alla base del processo di sviluppo, affronta lo sviluppo urbano e sociale dell’ambito, con un approccio globale e responsabile, improntato sul concetto di sostenibilità e d'inclusione, costruisce lo scenario futuro attraverso un percorso  integrato di  azioni e progettualità in grado di creare e sviluppare un sistema virtuoso, in cui il patrimonio  e l’identità culturale del territorio, esistenti  e riscoperti, costituiscano le risorse su cui innescare il processo di crescita ed il contrasto la marginalità e l’esclusione sociale.

RESTITUIRE all'ambito il ruolo di fulcro intorno al quale ricostruire il senso di identità dell'intera comunità gravinese. I luoghi della storia come delineato nell'analisi di contesto invece di essere spazi di identità e relazioni, hanno subìto, nel corso nei decenni di incuria, di abbandono e degrado un forte senso di sradicamento sia da parte dei residenti, che della comunità gravinese in generale. Privato del senso comunitario, il centro storico di Gravina in Puglia rappresenta una "periferia di fatto", un contesto scarsamente abitato e non sostenuto da un’adeguata o sufficiente rete relazionale che lo porti a sostenersi anche grazie alla propria capacità di resilienza.

RITROVARSI, nel senso di recuperare una dimensione che ricostruisca valori, moventi e prassi relazionali e di comunità insite nell'ambito, in quanto luogo di origine della città, ma che hanno perso l’elemento relazionale generativo.

RECUPERARE il valore della gravina e del torrente, un importante patrimonio naturale, depositario delle "origini" di un peculiare insediamento abitativo, tradizioni, riti, relazioni di comunità, simboli, oggi inaccessibile, spogliato-svuotato della sua grande valenza ambientale e storico-culturale, degradato; recuperare il legame tra la gravina e la comunità dei cittadini, ormai perso, dimenticato, in quanto luogo non vissuto, percepito nell'accezione di "margine" sia fisico che mentale.

PROMUOVERE MODELLI SPERIMENTALI DELL'ABITARE PER I CENTRI STORICI. In luoghi che hanno subito nel corso degli ultimi decenni un progressivo abbandono da parte della comunità dei residenti, anche  in relazione alla presenza di un patrimonio immobiliare non più rispondente alle esigenze del vivere moderno, alla carenza di servizi, oggi abitato da una popolazione connotata da fragilità sociale ed economica, si vogliono  sperimentare nuove formule dell'abitare, creare le condizioni per una  nuova filosofia di vita basata sul recupero di buone prassi del passato sviluppate in chiave moderna, in grado di promuovere il ritorno nel centro storico delle nuove generazioni, inteso non nel senso dell'attuale frequentazione serale per la presenza di nuove attività di ristorazione e svago sviluppatesi a seguito degli interventi di rigenerazione realizzati sugli assi viari principali, ma nel senso di scelta dei luoghi per lavorarci e viverci.
Gli obiettivi specifici individuati della SISUS e che contribuiranno a sostenere la rigenerazione fisica, economica e sociale, l’aumento della legalità, la dotazione e la qualità dei servizi, la sostenibilità del sistema della mobilità, il recupero delle aree dismesse e/o degradate, sono:

  • migliorare i percorsi pedonali anche attraverso il recupero dei sentieri, delle strade storiche e delle strade interne al centro storico che integrino l'ambiente naturale, le aree di particolare pregio naturale e il costruito storico e che possano svolgere un'importante funzione educativa, di conoscenza e di fruizione sostenibile
  • migliorare e salvaguardare la biodiversità presente nell’ambito individuato con la possibile conversione dei rimboschimenti in biosistemi autoctoni attraverso la sostituzione delle specie presenti con ecotipi locali di specie peculiari della vegetazione potenziale dell’area anche al fine del miglioramento della accessibilità e fruizione dell’ambiente naturale
  • migliorare la qualità degli insediamenti storici attraverso il mantenimento, miglioramento e adeguamento dei corpi idrici anche attraverso il trattamento delle acque reflue
  • rinnovare il patrimonio edilizio pubblico inutilizzato tramite interventi di adeguamento funzionale, di restauro, di ammodernamento, di efficientamento energetico anche attraverso modelli innovativi di inclusione sociale ed abitativa e realizzazione di percorsi di animazione sociale per il reinserimento dei disagiati nel tessuto relazionale, sociale ed economico
  • promozione di centri socio culturali e di sperimentazione di welfare di comunità e inclusione sociale e formazione di competenza e opportunità di lavoro
  • accessibilità e mobilità sostenibile (promuovere la percorribilità pedonale ed escursionistica)
  • aumento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana
  • difesa e valorizzazione del patrimonio ambientale
  • riqualificazione, riuso e rifunzionalizzazione di strutture edilizie pubbliche


  Per il raggiungimento degli obiettivi specifici, la SISUS propone gli interventi di seguito indicati:

 
  • Recupero dei percorsi naturalistici delle Vie dell’Acqua e del Sacro
  • Tutela e valorizzazione della biodiversità delle sponde della” gravina”
  • Potenziamento dell’impianto di risalita attraverso il recupero e il riutilizzo delle acque reflue del rione Piaggio
  • Recupero e adeguamento funzionale di ex-conventi finalizzati al potenziamento del patrimonio abitativo pubblico
  • Realizzazione di centro polifunzionale per attività di impatto sociale, culturale ed economico-formativo negli ambienti a piano terra di ex-conventi

Si prevede di realizzare una rete fra luoghi fisici e virtuali del territorio connessi all’ACQUA e ai CULTI spesso ad essa collegati. I percorsi consentiranno la fruizione e la valorizzazione di un importante patrimonio naturalistico, artistico e storico-culturale esistente, ma ad oggi sconosciuto.

Riconnettere” i due costoni della gravina di Gravina in Puglia, collegati sin dall’antichità, ma interrotti dalla barbarie e le brutture del secolo scorso, per rigenerare tutto il paesaggio urbano storico a ridosso del margine e riscoprire il lungo-torrente dove la comunità gravinese ha vissuto in passato.

lo splendido scenario dell’insediamento rupestre naturalmente delineatosi, consentirà di valorizzare al contempo le singole grotte e le chiese rupestri stratificatesi ed evolutesi nel tempo. I percorsi, che collegheranno il centro storico al paesaggio naturale saranno realizzati recuperando quelli storici. L’obiettivo è quello di leggere il sistema dei cavati, e l’intera conformazione del tessuto storico di Gravina, dal basso e dal margine.

Finanziamento regionale: 820.000 euro
La gravina di Gravina in Puglia si inserisce in un territorio prevalentemente caratterizzato da una matrice di agroecosistemi, con pochi sparsi frammenti di naturalità.

Le sponde della gravina comprendono piccole aree rimboschite, generalmente conifere (pino d’Aleppo, cipresso comune e dell’Arizona), che non presentano grande interesse dal punto di vista vegetazionale.

A partire dagli anni cinquanta, una frammentaria e casuale opera di rimboschimento a conifere, lungo il percorso della gravina e nelle aree contigue, ha introdotto elementi estranei all'ambiente.
Tale operazione non solo non ha conseguito il risultato di ripristinare le condizioni precedenti, ma ha contribuito ad appiattire le caratteristiche territoriali su tipologie estranee al contesto locale tradizionale. Il rimboschimento con specie non autoctone ha provocato una notevole riduzione della specificità degli habitat locali.

L’intervento prevede la sostituzione delle essenze a conifere e la realizzazione di interventi sulle biogeocenosi finalizzati al ripristino delle condizioni naturali, nel rispetto delle tendenze evolutive della vegetazione nelle diverse aree considerate. Ciò ha due importanti implicazioni: la conversione dei rimboschimenti in biosistemi autoctoni attraverso la graduale sostituzione delle specie presenti con ecotipi locali di specie peculiari della vegetazione potenziale dell’area e  il ripristino della naturale struttura dell’area in modo da realizzare piccole aree disetanee e pluristratificati in equilibrio con l’ambiente e gli stadi precedenti della serie dinamica di vegetazione.

Finanziamento regionale: 185.000 euro
Il Piaggio è il rione più antico della città, confinante con le altre parti del centro storico che si caratterizza per il tessuto omogeneo di edilizia tradizionale, da decenni in stato di totale abbandono ed incuria.
Per la sua conformazione è la più concreta testimonianza del sapiente sforzo dell’uomo per captare l’acqua e trovare rifugio, plasmando la pietra. Le condizioni di fatiscenza e abbandono del patrimonio edilizio del quartiere costituisce una potenzialità dovuta alla disponibilità dello stesso ad accogliere destinazioni d’uso funzionali e a servizio dell’area protetta ai fini della sua fruibilità, integrando recupero e valorizzazione del centro storico con la tutela della gravina. Ma ad oggi la vera criticità che attanaglia il rione è l’inquinamento causato dagli sversamenti di acque reflue nel torrente Gravina.

L’intervento prevede il potenziamento dell’impianto di risalita esistente anche attraverso il recupero e il riutilizzo delle acque reflue, opportunamente depurate, per usi domestici ed irrigui; si potranno rigenerare le acque residuali in modo da restituirle all’ecosistema naturale con una qualità superiore a quella iniziale, valorizzando i residui fino al punto di farne materia prima per nuovi prodotti.

Tale intervento rappresenta una pre-condizione per creare le basi per la progettualità in corso relativa alla promozione di modelli sperimentali dell’abitare per il centro storico, per la realizzazione di abitazioni altamente sostenibili ed energicamente autosufficienti.

Finanziamento regionale: 515.000 euro
L’intervento propone una possibile soluzioni sia ad una conclamata situazione di grave Emergenza Abitativa in relazione all’uso di alloggi impropri, sia alle situazioni di Vulnerabilità e Rischio Abitativo in relazione ai soggetti in precarie condizioni economiche; integrato e sinergico, è finalizzato a favorire l’accesso ad alloggi dei gruppi fragili supportandoli in un processo a conseguire la piena integrazione socio-economica.

Si prevede la realizzazione di residenze temporanee, soluzioni abitative per un periodo di tempo limitato, di durata variabile, ad utenze deboli e soggetti fragili, soggetti che stanno attraversando una fase di vulnerabilità sociale ed economica, in situazione di “stress abitativo” (famiglie monoparentali con figli minori, lavoratori in mobilità, genitori separati, diversamente abili).

L’offerta di alloggio si completa con un progetto finalizzato all'integrazione sociale e lavorativa. I soggetti destinatari del beneficio abitativo, previa assunzione in carico dei servizi sociali comunali, saranno infatti destinatari di un progetto individualizzato della durata prestabilita con equipe multiprofessionale e sottoscritto dai Centri per l'Impiego.

Finanziamento regionale: 1.530.000 euro
Il quartiere storico che dovrebbe rappresentare l’immagine manifesto della città viene avvertito come luogo poco sicuro e degradato ed assolutamente carente centri aperti polivalenti o diurni socio-educativi. È importante intervenire per avviare buone prassi finalizzate ad arginare episodi di degrado e devianza attraverso azioni finalizzate a promuovere la cultura e buone pratiche di legalità.

Una possibile risoluzione a tale criticità sociale potrebbe venire, anche in questo caso, dal recupero e rifunzionalizzazione di immobili e spazi di proprietà pubblica dell’ambito per l’attivazione di interventi di animazione sociale e partecipazione collettiva, al fine di generare un’ampia gamma di benefici per la comunità locale in particolare e cittadina in generale, rappresentare una modalità per costruire risultati multipli ed integrati di tipo individuale e collettivo, sociale ed economico.

Finanziamento regionale: 450.000 euro
ACCEDI AI SERVIZI